Già dal prossimo anno i pupazzi di cioccolata a forma di babbo Natale potrebbero diventare quasi un prodotto di lusso. Tutta colpa degli aumenti vertiginosi subiti dal cacao durante l’ultimo anno. Per tanto tempo i prezzi si sono mantenuti intorno ai 2.500-3.000 dollari per tonnellata, ma già il 2023 si era chiuso toccando il picco dei 4.000 dollari. Niente in confronto ai 10mila superati quest’anno nel periodo di Pasqua. Ma oggi siamo oltre i 12mila dollari a tonnellata e, se le uova di Pasqua si sono salvate, le prossime festività sembrano sempre più a rischio rispetto ai prodotti tipici a base di cioccolato. A pesare è soprattutto l’incertezza della produzione che mette un’ipoteca sui prezzi. Le scorte di fave di cacao utilizzate da commercianti e produttori sono scese ai minimi storici: siamo attorno al 27% del consumo, mentre in passato rappresentavano fino al 40-50% del consumo annuo. Ulteriori problemi di produzione potrebbero significare che nei prossimi 2-3 anni il cacao potrebbe diventare una merce rara.In Ghana, la produzione è diminuita di quasi il 50%, mentre in Costa d’Avorio il calo ha raggiunto il 30% (e i due paesi rappresentano il 70% della produzione mondiale di cacao). La grande disparità tra domanda e produzione ha portato a un forte aumento dei prezzi delle materie prime, che si è calmato soltanto temporaneamente durante i mesi estivi.
Anche perché nei due paesi menzionati ci sono state siccità, forti piogge, con conseguente evacuazione di molte fattorie, malattie che hanno attaccato le coltivazioni di cacao .i periodi prolungati di pioggia stanno provocando la diffusione di un virus mortale che colpisce le piante del cacao e minaccia i raccolti. Si tratta del 
Cocoa swollen shoot virus disease (CSSVD) che, secondo gli esperti del WWF, ha già colpito il 17% di tutte le aree coltivate in Ghana e si sta diffondendo anche in Costa d’Avorio. Il virus si diffonde rapidamente nei campi di cacao che solitamente sono a monocoltura e l’unica soluzione efficace per ora consiste nell’abbattere le piante infette Le piante di cacao sono particolarmente delicate ed hanno bisogno di una equilibrata alternanza tra sole e pioggia; i frequenti eventi estremi stanno preoccupando gli agricoltori dell’Africa occidentale che da mesi segnalano l’insorgenza di diverse fitopatie legate all’eccessiva umidità, come la malattia del baccello nero, che fa annerire e marcire i baccelli di cacao.

C’è da dire, però, che in Ghana e Costa d’Avorio, il prezzo della materia prima è imposto dal governo e non è legato direttamente al prezzo che si decide in borsa. Ai contadini arriva un prezzo ancora più basso, sempre stabilito dal governo.

Ultimamente il cioccolato è stato scoperto anche dai Paesi asiatici, che prima non lo utilizzavano.

 Le attuali quotazioni in borsa seguono, di fatto, delle dinamiche speculative che probabilmente si rifletteranno sui prezzi dei prodotti.

Il cacao potrebbe essere sostituito con altri semi oppure la sua quantità potrebbe essere ridotta a favore di zucchero e latte in polvere. Per non parlare poi dell’odiosa pratica, abbastanza comune tra i produttori, della “shrinkflation” per cui il prezzo del prodotto non cambia, ma il suo peso viene ridotto o vengono utilizzati meno materie prime.

Da Salvagente 12-24

Written by Franco Rigosi