autorizzazioni fitofarmaci dalla UE
La Ong francese Générations Futures ha simulato gli effetti del pacchetto “Omnibus” con la quale…
L’uso delle creme solari rappresenta uno strumento fondamentale per proteggere la pelle dai danni provocati dalle radiazioni ultraviolette.Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha rivelato che alcuni filtri UV possono avere degli effetti negativi sugli ecosistemi marini.
I filtri UV contenuti nelle creme solari durante il bagno vengono rilasciate nell’ambiente.le stime indicano che ogni anno circa 10.000 t di creme solari raggiungono il mare con effetti significativi sulle barriere coralline. Alcuni filtri solari chimici come l’ossibenzone e octinoxate possono alterare l’equilibrio biologico inducendo lo sbiancamento dei coralli.
Queste sostanze possono favorire inoltre l’attivazione di infezioni virali nelle alghe accelerando la distruzione delle barriere coralline. gli studi rivelano anche che ci possono essere interferenze con i processi biologici come la fotosintesi in ecosistemi già sotto forte pressione per l’aumento delle temperature. In alcune aree del mondo come le Hawaii le isole vergini e Palau sono state introdotte restrizioni sulla vendita dei prodotti contenenti ossibenzone e Octinoxate
Nella ricerca di alternative più sostenibili è cresciuta la diffusione di prodotti a base minerale contenenti ossido di zinco o biossido di titanio opzioni più rispettose dell’ambiente; altre formulazioni con nano particelle potrebbero risultare problematiche per gli ecosistemi acquatici . Quindi portate attenzione all’ingrediente della vostra crema solare Evitate i prodotti con ossibenzone ,octinoxate e butilparaben E comunque fate una doccia prima di entrare in acqua per ridurre sempre le creme solari e i prodotti cosmetici della pelle che possono poi finire in mare ( sempre che gli scarichi delle docce non finiscano in mare….)
Da Consumatori 7-26