CONSIGLI PRATICI: l’assistente vocale ti ascolta sempre
C’è un asssitente vocale nel computer, nello smartfone e ora anche su elettrodomestici,TV smart, automobili.…
II Gruppo di Studio Nazionale (GdS) Inquinamento Indoor dell’Istituto Superiore di Sanità è stato istituito per portare maggiore chiarezza nella tematica di sanità pubblica che è l’inquinamento negli ambienti chiusi. Ma anche per fornire indicazioni alla comunità dei cittadini perché imparino a mettere in atto quanto possibile per proteggersi dall’esposizione all’inquinamento indoor che rappresenta infatti uno dei principali determinanti di salute e un importante tema di sanità pubblica. Tra gli inquinanti indoor di rilevanza particolare ci sono i composti organici volatili (Cov), le particelle sospese (Pm10, Pm2,5, Ufp o particelle ultrafini), gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), le policlorodibenzodiossine e i policlorodibenzofurani (Pcdd/F), i policlorobifenili (Pcb), i perfluoro e polifluoro alchilici (Pfas), i prodotti delle combustioni in impianti scarsamente manutenuti o collegati male o non collegati all’esterno che possono emettere monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (NOx). Le fibre di amianto, le fibre artificiali insetticidi e pesticidi, i nanomateriali ingegnerizzati e le microplastiche. I CONSIGLI :
Cambiare frequentemente l’aria in casa aprendo le finestre. Preferibilmente quelle più distanti dalle strade più trafficate. Tenere aperte le finestre mentre si cucina, pulisce, si lavare, si stira eccetera. Quando si cucina utilizzare anche la cappa. Ricordare che in assenza di un frequente ricambio di aria gli inquinanti si accumulano in casa, comportando possibili rischi per la salute nostra e per quella dei nostri bambini.
Ricordare che il pulito non ha odore. Non eccedere con l’uso di prodotti per la pulizia come detergenti e detersivi, meglio non utilizzare deodoranti e diffusori di profumi, incensi e candele profumate.
Non miscelare i prodotti di pulizia, in particolare quelli contenenti candeggina o ammoniaca, con sostanze acide come gli anticalcari. Prima di utilizzare i prodotti è necessario leggere le etichette, rispettare i consigli e le indicazioni presenti sulle confezioni, impiegare le quantità di prodotto raccomandate dai produttori e utilizzare i tappi dosatori per non eccedere con le quantità.
Non fumare in casa né sigarette classiche né e-cig. Gli inquinanti chimici rilasciati dal fumo costituiscono un rischio per la salute, soprattutto dei bambini. Questi inquinanti rimangono su pareti, arredi, tende e tappezzerie per lunghi periodi.
Far prendere aria gli abiti ritirati dalla lavanderia prima di riporli negli armadi.
In presenza di mobili nuovi, cambiare con più frequenza l’aria.
Limitare e non abusare di insetticidi, leggere attentamente le etichette e le avvertenze, e non soggiornare negli ambienti dopo l’utilizzo.
Le piante non aiutano a ridurre l’inquinamento in casa.
In caso di ristrutturazione o anche di semplice imbiancatura di pareti prediligere prodotti con livelli emissivi più bassi per gli inquinanti chimici e in ogni caso dopo la ristrutturazione arieggiare il più possibile.
Se si hanno animali domestici rimuovere gli allergeni contenuti nelle polveri sui mobili abiti e biancheria. Passare regolarmente aspirapolvere e straccio umido sulle superfici, cambiare con maggiore frequenza l’aria negli ambienti.
I produttori dei purificatori d’aria promettono di riuscire a catturare virus, batteri e altre particelle inquinanti dall’aria circostante e immettere nuovamente quest’ultima in circolazione ma solo dopo aver trattenuto impurità e microscopiche minacce. Per farlo utilizzano quasi tutti il filtro Hepa (dall’inglese High efficiency particulate air filter), un particolare sistema di filtrazione a elevata efficienza. Si usano su treni e aerei ma non in scuole, uffici , abitazioni