Quando, poche settimane fa, il presidente Donald Trump ha dichiarato il glifosato una sostanza strategica per la sicurezza alimentare degli Stati Uniti, la decisione aveva sollevato molte polemiche. Il provvedimento – rivelato anche dal Salvagente – obbliga di fatto a garantirne la produzione, rafforzando la posizione della Bayer, il colosso chimico che produce il diserbante Roundup.

La motivazione ufficiale dell’amministrazione americana era legata alla necessità di proteggere la produttività agricola e la filiera alimentare, in un momento di forte pressione sui sistemi agricoli globali. Ma un’inchiesta pubblicata dal New York Times suggerisce che dietro quella decisione potrebbe esserci un’altra ragione, molto meno evidente: l’interesse militare.

Secondo il quotidiano statunitense, la Bayer non è soltanto il produttore del più famoso diserbante al mondo. Attraverso gli impianti ereditati dall’acquisizione di Monsanto, l’azienda gestisce anche l’unico stabilimento negli Stati Uniti che produce fosforo bianco, una sostanza chimica altamente reattiva.

Il fosforo bianco è utilizzato dall’industria chimica, tra l’altro, per la produzione del glifosato. Ma è anche un componente fondamentale di alcune munizioni militari, impiegate per creare cortine fumogene, illuminare il campo di battaglia o come dispositivi incendiari.

Si tratta di un materiale estremamente controverso: si accende spontaneamente a contatto con l’ossigeno e può raggiungere temperature tali da bruciare anche il metallo.Per questo motivo viene usato anche dall’esercito statunitense. Parte del fosforo bianco prodotto negli stabilimenti Bayer viene infatti fornita – tramite intermediari – alle forze armate americane, che lo impiegano per riempire munizioni in un arsenale militare dell’Arkansas.

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”, una valutazione che ha alimentato il dibattito globale sulla sicurezza della sostanza.

Lo scorso dicembre, poi, l’Unione europea ha finalmente acquisito i risultati di uno dei più grandi studi indipendenti mai condotti sull’erbicida, il Global Glyphosate Study, uno studio internazionale guidato dall’Istituto Ramazzini di Bologna. Le conclusioni della ricerca internazionale sembrano non ammettere dubbi: nei ratti esposte a dosi considerate sicure per l’uomo, il glifosato è in grado di causare altri diversi tipi di cancro maligni anche rari, tra cui tumori al fegato, alle ovaie e al sistema nervoso.

Negli ultimi anni Bayer ha già pagato miliardi di dollari in risarcimenti e accordi extragiudiziali. L’azienda ha anche cercato di ottenere protezioni legali più ampie per limitare nuove cause.

Proprio mentre Bayer cercava di chiudere gran parte del contenzioso con una proposta di accordo collettivo da oltre 7 miliardi di dollari, l’amministrazione Trump ha firmato l’ordine esecutivo che tutela la produzione di glifosato e di fosforo.

Da salvagente 3-26

 

Written by Franco Rigosi