L’Unione Europea ha registrato 220 casi sospetti di frode alimentare nel solo mese di gennaio, secondo un recente rapporto della Commissione Europea. Sebbene in calo rispetto ai mesi precedenti, i dati evidenziano la persistenza di pratiche fraudolente nel settore agroalimentare. Tra le principali problematiche riscontrate figurano residui di pesticidi oltre i limiti consentiti,la categoria più colpita dalle irregolarità è quella di frutta e verduraadulterazione di prodotti (come l’olio proveniente dall’Italia :miscele di oli vegetali spacciate per olio d’oliva, una frode che ha coinvolto prodotti provenienti da Grecia e Italia. Le analisi hanno rivelato che l’olio di girasole e altri oli erano stati miscelati con olio d’oliva, ingannando i consumatori sulla qualità del prodotto. ) e importazioni illegali.

Altri casi di contaminazione hanno riguardato la presenza di ossido di etilene, una sostanza vietata nell’UE e protagonista di una contaminazione che dal 2021 sembra non fermarsi, in diverse spezie come pepe bianco, cardamomo e paprika provenienti dalla Turchia, oltre che nella gomma xantana importata dalla Cina.

Un altro caso emblematico riguarda la carne di pollo adulterata con carne di maiale non dichiarata, un’operazione fraudolenta che oltre a costituire un inganno per i consumatori, ha implicazioni etiche e religiose per chi segue regimi alimentari specifici.

Nel settore ittico, è stata segnalata l’aggiunta di acqua nel tonno per aumentarne il peso, una pratica illecita che altera la qualità del prodotto e danneggia il mercato.Il rapporto della Commissione Europea ha evidenziato anche diversi casi di falsificazione di documenti relativi alla carne di agnello importata dalla Romania e alla scarsa tracciabilità del burro proveniente dalla Danimarca. La mancanza di informazioni chiare sulla provenienza di questi alimenti solleva dubbi sulla loro sicurezza e sulla possibilità che possano essere stati trattati con sostanze non conformi agli standard europei.Inoltre, alcuni prodotti etichettati come “senza glutine” e “senza lattosio” sono risultati contenere rispettivamente glutine e lattosio, segnalando gravi errori nei controlli di qualità o intenzionali falsificazioni da parte dei produttori

da salvagente 3-25

Written by Franco Rigosi