La carta d’identità stampata sul guscio

Tutti i segreti delle uova sono contenuti nel codice alfanumerico stampato obbligatoriamente sul guscio. Questa stringa (ad esempio “0 IT 034 RM 001”) è fondamentale per la sicurezza alimentare e ci accompagna fino al consumo del prodotto, anche qualora buttassimo la confezione. Ecco come interpretarla:

  • Il primo numero indica la tipologia di allevamento, ed è il dato più importante per distinguere la qualità della vita delle galline: 0 significa allevamento biologico, 1 allevamento all’aperto, 2 allevamento a terra (in grandi capannoni) e 3 allevamento in gabbia.
  • Le due lettere successive indicano lo Stato di produzione (es. “IT” per l’Italia).
  • Seguono tre cifre che indicano il codice Istat del comune di produzione, due lettere per la sigla della provincia e, infine, le ultime tre cifre che rappresentano il codice univoco dello specifico allevamento assegnato dalle Asl.

Perché questo codice non viene stampato identico anche fuori dalla scatola? La legge stabilisce che sulle confezioni debbano apparire una serie di dati obbligatori, tra cui il nome del produttore, la classe di peso (S, M, L, XL), il termine minimo di conservazione (28 giorni dalla deposizione) e l’indicazione esplicita, scritta in lettere, del metodo di allevamento (ad esempio: “Uova da allevamento all’aperto” o “Uova biologiche”). Tuttavia, il codice alfanumerico specifico della tracciabilità viene impresso direttamente sull’uovo. Se sulla scatola leggete “Uova biologiche” ma sul guscio trovate un “2” (allevamento a terra) o un “1” (all’aperto), vi trovate di fronte a un inganno inaccettabile.Non è giusto che un consumatore debba fare il “detective” aprendo di soppiatto le scatole al supermercato, ma fino a quando le normative non imporranno maggiore trasparenza anche sull’imballaggio esterno, la verifica del guscio resta la nostra arma migliore.

Da Salvagente 7-26

Written by Franco Rigosi