Stampi al silicone ? no grazie
Una ricerca sul Salvagente 11/22 svela i lati oscuri degli stampi in silicone Pratici in…
Negli ultimi due-tre decenni, la diffusione dei tatuaggi ha avuto una crescita esponenziale. Secondo studi recenti, una persona su cinque, a livello globale, ha tatuaggi e la prevalenza maggiore si raggiunge negli Stati Uniti, arrivando fino al 30% della popolazione. La permanenza dei tatuaggi si ottiene utilizzando pigmenti difficilmente solubili nei fluidi corporei.Un recente studio condotto dall’Istituto di Ricerca in Biomedicina affiliato all’Università della Svizzera italiana di Bellinzona ha valutato i possibili effetti dei tatuaggi sul sistema immunitario. In 7 anni di ricerca, gli studiosi hanno analizzato, su topi e campioni umani, il percorso compiuto dai tre colori maggiormente utilizzati e conformi al regolamento REACH: nero, rosso e verde.
I risultati dello studio mostrano come, dopo l’esecuzione di un tatuaggio, l’inchiostro migri rapidamente attraverso il sistema linfatico, accumulandosi nei linfonodi entro poche ore e in grandi quantità. Nelle stazioni linfonodali, i macrofagi, ovvero le cellule dell’immunità innata, catturano il pigmento, avviando una risposta infiammatoria che si articola in due fasi: una fase acuta che dura circa due giorni e una fase cronica che può persistere per diversi anni. L’infiammazione che si protrae nel tempo può determinare una riduzione delle difese immunitarie, aumentando il rischio di sviluppare infezioni, e rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo dei tumori. È stata riscontrata, infatti, una correlazione tra i tatuaggi e l’aumento del rischio del linfoma maligno. I ricercatori affermano che i macrofagi non sono in grado di scomporre l’inchiostro e questo porta alla loro morte sia nei modelli animali che umani, soprattutto in presenza di pigmenti rossi e neri, suggerendo che questi colori siano più tossici.
L’inchiostro per i tatuaggi, inoltre, è costituito da un insieme di solventi, conservanti, additivi e componenti non liquidi come particelle di pigmento insolubili allo stato solido. Si tratta, dunque, di miscele molto complesse, per cui anche le diverse marche di pigmenti potrebbero influenzare gli effetti dei colori sul sistema immunitario.
Nessuno dice che non bisogna più tatuarsi ma certamente i risultati dello studio sono un messaggio importante degli effetti dei tatuaggi sulla salute
Da Salvagente 2-26